Il nostro progetto di eco-villaggio Jagannatha Vallabha Project si è sviluppato dall'esperienza dei Seminari sullo Sviluppo Sostenibile che la PAVAN ha tenuto in zone rurali e tribali dell'Orissa.

I partecipanti ai Seminari erano molto interessati all'argomento, ma sentivano la necessità di una dimostrazione pratica sul terreno dei concetti che insegnavamo. Abbiamo dunque deciso di organizzare un centro di riferimento permanente, dove si potessero svolgere Seminari e Corsi residenziali e non residenziali per tutto l'anno.

A partire dal 2003 abbiamo svolto vari esperimenti con i contadini e le agenzie governative locali, e abbiamo concluso che gli abitanti delle zone rurali dell'India hanno un urgente bisogno di maggiore conoscenza e informazioni a proposito dell'agricoltura sostenibile.

 

Le condizioni del suolo e delle falde acquifere mostrano un serio pericolo per la salute dell'ambiente, poiché l'uso di pesticidi e concimi chimici si sta diffondendo con pessimi effetti.

Il terreno si impoverisce sempre più, l'acqua diventa sempre più inquinata, i parassiti delle piante sviluppano resistenza agli insetticidi, e la salute della gente peggiora sempre più, con un netto aumento dei casi di tumori e altre malattie degenerative. I contadini vengono inoltre intrappolati in una rete di spese straordinarie, perché sono costretti ad acquistare costosi pesticidi e concimi chimici, e i semi ibridi e geneticamente modificati, che non possono produrre da soli.

 

I raccolti rimangono comunque aleatori a causa delle scarse possibilità di irrigazione, e le entrate della vendita all'ingrosso dei prodotti rimangono insufficienti.

Per mancanza di informazione e istruzione i contadini cadono vittima degli usurai e quando sono incapaci di ripagare i debiti e i pesanti interessi finiscono per perdere i loro terreni e la loro vita diventa ancora più difficile.

 

La diffusione dei principi dell'agricoltura biologica, applicata alle particolari condizioni locali costituisce una importante chiave per lo sviluppo sostenibile, e la soluzione per i problemi delle popolazioni povere dell'India.

 

I contadini della zona coltivano soprattutto riso, palme da cocco e più raramente monocolture di ortaggi stagionali, che vengono venduti all'ingrosso ai mercanti di città. A causa della disinformazione, viene data pochissima importanza alla biodiversità naturale e all'autosufficienza locale a livello di villaggio.

Senza strutture e conoscenze per la lavorazione e la conservazione dei prodotti agricolti (che comporta un maggiore valore di mercato), i contadini sono costretti a svendere i loro prodotti all'ingrosso prima che si deteriorino - e ad acquistare al dettaglio gli alimentari che non sono in grado di produrre.

 

Sui nostri 3 ettari di terreno agricolo stiamo creando una fattoria modello basata sulla diversificazione delle colture, la rotazione dei raccolti, e sulla permacoltura - cioè la creazione di un ecosistema autosufficiente formato da specie produttive, che richieda una limitata quantità di lavoro.

Per avere ulteriori informazioni sulla Permacoltura è possibile consultare la biblioteca della nostra organizzazione. Esistono anche parecchi siti internet dedicati a questo argomento.

 

Durante i primi 3 anni abbiamo aiutato il terreno colonizzandolo con erba e altre piccole piante molto resistenti, che hanno prodotto humus e trattenuto umidità, migliorando la fertilità del terreno.

L'utilizzo di letame maturato dalla nostra stalla aiuta ulteriormente le piante a produrre frutti abbondanti.

La coltivazione viene effettuata con metodi di agricoltura biologica, quando necessario con l'aiuto di estratti naturali di nim e altre sostanze vegetali per combattere le malattie e i parassiti delle piante.

Stiamo sviluppando anche una banca di semi naturali biologici per aiutare i contadini che sono disposti a rinunciare ai semi ibridi (che non producono piante fertili) e sementi geneticamente modificate (che influenzano negativamente la salute delle persone e dell'ambiente).

Il riso (per il momento coltivazione primaria, date le caratteristiche di irrigazione del terreno) viene coltivato in rotazione con piante leguminose, che assorbono l'azoto presente nell'aria e lo fissano nel terreno attraverso i noduli delle loro radici.

Il nostro piano di coltivazioni include nche varie specie di alberi e piante da frutta e da fiore, arnie per le api, una stalla per mucche da latte, un impianto per la produzione di biogas, un vivaio con piante medicinali.

Il nostro dipartimento di ricerca sta anche lavorando su varie specie autoctone di verdure e frutta "di foresta" e sull'introduzione di nuove specie compatibili provenienti da altre zone, allo scopo di creare un giardino botanico di ispirazione pratica, su una base di autosufficienza sostenibile, a vari livelli.

I prodotti agricoli vengono lavorati localmente per la conservazione e la produzione di derivati. Questo crea opportunità di occupazione per la gente della zona, anche con lo sviluppo di cooperative e micro-credito.

 

La frutta e la verdura sono usate per ottenere marmellate, succhi e conserve naturali, che prolungano la fruibilità delle sostanze nutritive anche dopo il periodo stagionale.

La lavorazione dei prodotti agricoli è effettuata sempre senza additivi chimici o conservanti. Utilizziamo semplici tecnologie ecologiche, come l'essiccazione termica e la pastorizzazione sottovuoto (metodo Appert).

La nostra stalla produce latte genuino di mucca, e anche il letame che viene usato come fertilizzante naturale.

 

 

Ecco le categorie di produzione:

 

1. cereali: riso e risone, frumento, miglio, orzo, grano saraceno, e cereali locali come jowar, ragi, bajra ecc.

2. legumi: ceci, soia gialla, soia verde, fagioli, lenticchie di vario genere, specialmente quelle locali come urad dal, ecc.

3. colture di rotazione: sesamo, arachidi, mais, ecc.

4. frutta e prodotti altamente zuccherini a crescita veloce:

banana, papaia, ananas, canna da zucchero, bacche (more, fragole) ecc.

5. alberi da frutta locale di media altezza: guava, sitaphal, fichi indiani, limette, limoni,

 

pumpkin family: pumpkin, white pumpkin, cucumber, watermelon, karela, other plants of the family

6. night shade family: tomato, eggplant, capsicum, potato, etc

7. seasonal vegetables: cabbage, carrot, green peas, green beans, bhindi, etc

8. water plants: lotus, white lily, singara, etc

9. scented flowers for honey and garlands, jams and teas: jasmine, rose, tuberose, champa, marigold, etc

10. spices: ginger, turmeric, cinnamon, etc

11. citrus fruits: lemon, sweet lemon, orange, etc

12. medium-height fruit trees: dwarf mango, guava, chikku, sitaphal, ramaphal,. grapefruit, lichee, bel, pomegranate etc

13. taller trees: coconuts, jackfruit, neem, more di gelso, , etc.

 

 

Per combattere la deforestazione vogliamo sviluppare un vivaio per moltiplicare gli alberi perenni caratteristici della zona e introdurre la pratica della permacoltura per l'autosufficienza della popolazione rurale.

 

 

 

....Stiamo sviluppando

 

vegetarian and healthy bakery items, including atta bread, biscuits, sweet and salted pastries, etc

 

- honey, black wax ointments, wax-based natural medicines for humans, animals and plants

 

- clean sugarcane gur and sweets made with such gur (rich in iron and other minerals, especially to supplement the children's and mothers'diet)

 

- natural jams (pasteurisation method): pineapple, bel, mango, papaya, papaya-ginger, guava, rose, rose berries, jasmine, mulberry and other berries, lemon, orange, green tomato, carrot-ginger etc

 

- syrups (pasteurisation method): pomegranate, berries, pineapple, lichee, bel, orange, lemon, condensed coconut milk

 

- natural vegetable preserves (pasteurisation method):

tomato puree, green mango puree, tomato sauces with herbs, tomato chatni, tomato ketchup, pineapple chatni, mint chatni, nim chatni, durlabha pesto sauce, bean spread, peanut butter, sesame butter, baby corn, baby cucumbers, baby karela, bamboo shoots, bean sprouts, green peas, green beans, spinach, oil-preserved brinjal, oil-preserved karela, etc

 

- natural juices (pasteurisation method):

tal juice, pineapple, tomato, carrot, spinach/cabbage, karela, mango, bel, guava, lemon, orange, watermelon, tamarind

 

- pickles: lemon, green mango, ginger chilli, mixed vegetables, carrot lemon, radish, baby cucumbers, nim, karela, brinjal, alpai, amalaki

 

- candied fruits and candies: dates, papaya, pineapple, orange peels, bel, ginger

 

- papads, puffed rice, grain flakes (corn flakes, rice flakes, wheat flakesetc for breakfast), etc

 

- herbal teas, dried herbs for cooking, masala mixes, flavored salts

 

- milk products: milk, dahi, panir, butter, flavored butter spreads, ghee, misti dahi, milk sweets, condensed milk, several types of western-style cheese

 

The third step is the distribution of such processed foods and fresh foods (such as lassi, fresh juices, snacks and bakery items) at a model shop managed by the Organisation, with special programmes to promote vegetarian nutrition awareness among the local people, the restaurants and hotels, hospitals and health workers, and social work and voluntary organisations.